I Social
Avantis Estate, Chalkida, Greece- Postcards from a wine tasting
Le illustrazioni
Wine labels
Questa è una passione che mi accompagna da sempre: le etichette dei vini.
Ho partecipato al concorso artistico kunst.stü 2019 per la cantina Kaltern e questa è stata la mia proposta per il Pinot Grigio. Il tema era Il grande momento di Cenerentola.
Post
Sono dell'idea che un buon bicchiere di vino sia in grado di farci viaggiare: come il mare, può essere un mezzo che ci riporta a momenti piacevoli.
Questa illustrazione rappresenta un bicchiere in tempesta.
Food pattern
Esplosione di colori, continuità e ordine. Quando realizzo una trama, non posso fare a meno di pensare alla frutta!
Menù e QR code
Anche il menù del vostro ristorante deve essere coerente con il vostro brand e la vostra immagine.
Per invitare i clienti a seguirvi sui social, il QR code è importante! Perché non renderlo anche esteticamente piacevole?
Ristorante Angtiaging Libra, Bologna
Post e locandine realizzati ad hoc per promuovere il tuo evento speciale.
Carta vini e menù sempre aggiornati e accattivanti.
Copywriting
Scrittura per il web
Questo breve articolo sul vino Stupore è stato scritto come proposta per il Blog di Grapes web: l'obiettivo era quello di presentarlo ai lettori e spiegare in maniera discorsiva le sensazioni, il gusto e gli abbinamenti gastronomici.
Siete curiosi, vero?
Eccovi la novità del mese: Stupore - Campo alle Comete 2016, il Bolgheri rosso DOC dell'azienda Feudi di San Gregorio.
Disponibile sul nostro sito al costo di €16,90, questo prodotto rappresenta al meglio la tipicità del territorio toscano.
Vi state chiedendo quali siano le uve che compongono questo vino dal gusto armonico e dal colore rubino intenso? La combinazione di Merlot, Cabernet Sauvignon, Syrah e Petit Verdot ne è responsabile. Affiorano aromi balsamici come l'eucalipto, che evocano il ricordo della macchia mediterranea livornese. Morbido ed equilibrato al gusto, il finale è sapido e fresco.
Ma quali sono le pietanze più indicate per questo vino? Piacevole con salumi e formaggi, ben si presta all'accostamento di carne grigliata, salsiccia ed agnello. I 12 mesi di maturazione in barriques e tonneaux di rovere francese, accompagnati da un affinamento di minimo 6 mesi in bottiglia, rendono questo prodotto maturo e robusto: un must per gli amanti del vino!
Giù le mani dalla Carbonara!
Lo sanno tutti, la Carbonara è la pasta più cucinata al mondo.
Ogni volta che la mangio resto sorpresa di come pochi ingredienti tanto semplici riescano insieme a dare un gusto così ricco.
Ho detto ingredienti semplici? Certo che si: spaghetti, uova intere, guanciale, pecorino, sale e pepe sono ingredienti estremamente semplici.
Ma perché allora è così difficile trovare un buon piatto di Carbonara? Perché tutti i paesi ne creano una loro variante?
So che nel 2021 parlare di varianti è rischioso, ma quelle culinarie sono un argomento assai interessante.
Premessa: le varianti della Carbonara non sono contagiose.
Premessa bis: possono essere apparentemente sfiziose, ma nessuna sarà mai come l'originale.
Mi ricordo ancora la prima volta che l'ho mangiata all'estero. Mi trovavo in Estonia, e dopo innumerevoli pasti a base di carne e patate, ho deciso finalmente di uscire a cena.
Che cosa può ordinare un'italiana che esce a cena, in Estonia, se non un piatto di pasta?
Certo, avrei potuto optare per qualcosa di più basic. Del resto si sa: nonostante la Carbonara sia semplice, se non si conoscono esattamente i passaggi necessari e se non si usano gli ingredienti giusti, sarà sicuramente un flop.
Ricordo il primo boccone: "non male!" pensai. "Ma perché la chiamano Carbonara?" fu il mio pensiero successivo.
Pasta corta, sour cream, prosciutto e prezzemolo.
Dell'uovo, nessuna traccia.
Secondo tentativo: Tailandia. Sento già le critiche di voi lettori: "ma questa perché ordina la Carbonara in Asia?" e avete completamente ragione. Il mio problema è quello di pensare sempre che tutto sia esattamente come lo conosco o come lo immagino nella mia testa.
Mi sento in dovere di dirvi tutta la verità: non solo ero in Tailandia, ma mi trovavo in un ristorante vegano.
Non ci sono scuse che tengano: mi sono meritata il finto bacon e le non uova.
Ad oggi posso dire di aver imparato la lezione: non ordinerò mai più una carbonara all'estero (e tantomeno in un ristorante vegano!)
Vorrei fare un appello a tutti coloro che non sanno cucinare la Carbonara e ne inventano di sana pianta un'altra versione: cambiateci il nome.
È un piatto unico ed inimitabile: gli ingredienti sono noti, la preparazione pure. Nel 2021 siamo perfettamente in grado di trovare su Google una ricetta per cucinare una carbonara come si deve, se nonostante questo si preferisce sperimentare, è giusto che ad ogni piatto si attribuisca il proprio nome.
Non lo dico perché sono italiana, o perché amo la carbonara. E' questione di autenticità e di rispetto per la tradizione.
Ripetiamo insieme: tutta la pasta è buona, sperimentare è d'obbligo. La gastronomia di oggi non avrebbe raggiunto risultati così eccellenti se non ci fossero state contaminazioni culturali e fusioni di tradizioni.
Ma la Carbonara no. La Carbonara è perfetta così: non ha sosia, né tantoméno varianti.
Giù le mani dalla Carbonara!
Panificio Moderno- Comunicazione Interna
Il Pane Comunale
Coltivato, macinato ed impastato ad Isera!
Da febbraio 2020 siamo lieti di presentarvi il nostro nuovo prodotto, il Pane Comunale.
Concepito interamente in paese, nasce dalla collaborazione tra il nostro Panificio Moderno, che si occupa della panificazione, con:
• la Società Agricola Frisinghelli di Lenzima d’Isera, che coltiva il grano tenero di tipo Bologna con metodo biologico (ed è l’unica stalla ancora presente ad Isera)
• la Cooperativa Gruppo '78 di Mas del Gnac che macina il grano con un mulino a pietra.
Cosa lo rende unico
Oltre al gusto piacevole e alla digeribilità, il suo significato: con ogni pagnotta vengono garantite due ore di attività per una persona inserita in un percorso di avvicinamento al lavoro.
La filiera è cortissima: le tre entità coinvolte si trovano fisicamente molto vicine, all’interno del territorio comunale. Tre realtà molto diverse tra loro, ma pronte ad unirsi per raccontare il territorio.
Gli obiettivi della collaborazione
Ridare centralità ad un alimento che è sempre stato sinonimo di comunità e di condivisione, ma che negli ultimi decenni, purtroppo, è stato banalizzato e standardizzato.
Questo pane rispecchia ideali comuni come la valorizzazione del territorio, l’inclusione sociale dei più fragili e la sostenibilità.
Caratteristiche
Si presenta sottoforma di pagnotte tonde e grandi dal peso di 1,5 kg, proprio per rappresentare l’idea di pane di comunità: non un panino singolo per il singolo ma un pane grande da condividere.
La panificazione con pasta madre e la lievitazione naturale fanno sì che il pane duri qualche giorno. Il miglioramento della conservazione ne riduce sia gli sprechi alimentari, sia le emissioni, visto che non servirà prendere la macchina tutti i giorni per andare a fare la spesa!
Ogni pagnotta rappresenta
• 4 metri quadrati di campo coltivato a grano tenero con metodo biologico
• 2 ore di una persona inserita in un percorso di avvicinamento al lavoro
• 16 anni di esperienza dei mastri panificatori nella gestione della pasta madre e della lievitazione naturale.
Perché Pane Comunale
Il nome è stato scelto per amplificare il senso di comunità. Non è stato chiamato “pane di Isera” perché non è il senso amministrativo di comunità che si vuole far emergere, ma piuttosto il senso di comunità come un gruppo di persone con intenti condivisi.
Dove trovarlo e quando
Le pagnotte si possono acquistare ogni sabato (giorno in cui la città è più animata) presso il nostro panificio di Isera o nei nostri punti vendita di Rovereto e Trento, fino ad esaurimento grano. Può essere inoltre consumato nei ristoranti coerenti al progetto per territorialità, per ricerca di qualità e di valorizzazione delle produzioni locali.
È stato deciso di produrre questo pane solo un giorno a settimana perché le materie prime necessarie sono limitate. Sottolineare questo aspetto è importante per ricordare a tutti che le risorse che la terra ci regala non sono infinite. Il sabato, inoltre, le persone tendono ad acquistare più pane per poterlo consumare anche la domenica, quando il panificio è chiuso.
I ristoranti aderenti all’iniziativa
Senso-Alfio Ghezzi (MART, Rovereto), Locanda delle Tre Chiavi (Via Vannetti, Isera), Moja (via delle Zigherane, Rovereto), San Colombano (Via Vicenza, Rovereto), Al Silenzio (Borgo S. Caterina, Rovereto), Christian (via Orefici, Rovereto), Vineria de Tarczal (via Miori, Isera), Bistrò Montura (Loc. Fosse, Isera), e il ristorante dell’hotel Mercure Nerocubo (via per Marco, Rovereto).
Questi ristoranti si trovano ad Isera e nelle zone limitrofe. È interessante vedere come il progetto, ricco di valori e frutto di una collaborazione tra realtà locali, venga accolto a braccia aperte dai ristoratori, che desiderano sentirsi parte integrante di esso.